martedì 15 gennaio 2013

Le Ladies di Jane Austen


Il 2013 si apre, per gli appassionati del genere, con l’avvio delle celebrazioni del Bicentenario di quello che viene definito il capolavoro di Jane Austen, il bellissimo romanzo ‘Orgoglio e Pregiudizio’. Facendo parte di questo nutrito gruppo di appassionati, sto partecipando a delle belle iniziative nel web sul tema e, oltre a rileggere il romanzo per l’ennesima volta (scrivo ‘ennesima’ perché davvero ho dimenticato il numero di volte), mi sono procurata e sto leggendo anche il ‘Diario di Mr Darcy’ di A. Grange, perché da poco mi sono incuriosita degli spin-off . Il coronamento del tutto sarebbe anche un bel viaggetto in quel dell’Hampshire, ma questo ahimè dovrò rimandarlo ancora per un po’…                                                                                                                
Leggendo dunque ‘Orgoglio e Pregiudizio’ trovo davvero interessante e singolare, ma anche in linea con il pensiero della scrittrice verso tutto ciò che era la nobiltà di allora, la descrizione della Lady per eccellenza dei romanzi di Jane Austen, Lady Catherine De Bourgh. Così, partendo da una riflessione su quest’ultima, mi è venuta l’idea di metterla a confronto con le altre celebri Ladies della medesima autrice, fra cui Lady Russel di ‘Persuasione’, Lady Bertram di ‘Mansfield Park’ e, sebbene di tutt’altra età anagrafica e anche ‘stile’, la protagonista del romanzo giovanile ‘Lady Susan’.
Lady Catherine De Bourgh è l’ingombrante zia di Mr. Darcy, antagonista fino alla fine della nostra eroina Elizabeth che, appartenendo ad un rango non ritenuto all’altezza di tanto degno partito ma avendo attirato nonostante ciò troppo l’attenzione del nipote, metteva in serio pericolo la pianificazione delle successioni patrimoniali delle blasonate famiglie Darcy-De Bourgh. La Austen la descrive come non giovane, alta e robusta, dai lineamenti marcati rivelatori però di una passata bellezza; austera ed autoritaria quanto basta per esprimere tutta la sua superiorità di rango verso coloro che appartenevano a ceti non nobili. Piuttosto arrogante e chiacchierona la Lady in questione tende a monopolizzare i suoi interlocutori mettendoli spesso di fronte ai loro limiti o inadeguatezze, come fa ad esempio con Lizzie Bennet riguardo le sue doti musicali mal coltivate, ma con una naturalezza tale come se fosse suo compito redarguirli e correggerne le cattive inclinazioni. Lady De Bourgh non è adusa ad essere contraddetta tanto più rispetto ai suoi piani successori da lei prestabiliti e sempre secondo lei  immutabili, che vedevano il povero Darcy unito in un triste matrimonio con l’insignificante e malaticcia cugina Anne. Come già più sopra detto quindi, Lady Catherine De Bourgh gareggia per il primato della Lady ‘cattiva’ per eccellenza. Bellissima l’interpretazione dell’attrice Judi Dench nel film di Joe Wright del 2005.
Lady Russel è la cara amica della madre scomparsa di Anne Elliot, la protagonista di ‘Persuasione’ alla quale si deve il titolo del romanzo. E’ lei infatti la nobildonna che promette alla madre morente di Anne di prendersi cura della figlia prediletta e lo fa persuadendo l’ingenua diciannovenne a rompere il fidanzamento con un giovane e non ancora Capitano Frederick Wentworth, di modeste origini ma destinato in seguito a fare fortuna grazie alla carriera di ufficiale della Marina Inglese. L’influenza di Lady Russel appare in tutto il romanzo come esercitata a buon fine, nell’esclusivo interesse di Anne, che per certi versi viene considerata la diretta responsabile della facile malleabilità di cui si fa oggetto, anche a scapito di quello che si rivelerà il vero amore della sua vita. Lady Russel non risulta una donna arrogante e fredda, ma anzi forse è l’unica che dimostra un sincero affetto per la bistrattata Anne, quindi è difficile allocarla del tutto fra le Ladies ‘cattive’. Sicuramente l’adesione totale ad una visione stereotipata ed ottusa propria della upperclass del tempo a cui appartiene, la porta però ad agire con sprezzo e distacco verso coloro che vengono ritenuti di classe inferiore e quindi Lady Russel non si affranca del tutto da essere considerato personaggio negativo. Molto materna e dolce l’interpretazione dell’attrice Alice Krige nella miniserie BBC di ‘Persuasion’ del 2007.
Lady Bertram, la mamma di Edmund, protagonista maschile di ‘Mansfield Park’  mi è di una simpatia infinita perché, pur essendo per certi versi la Lady più insulsa che si incontra nei romanzi austeniani, è anche quella che mi fa ridere di più. Viene infatti rappresentata come una sonnolente signora, che risponde fuori tempo massimo alle domande poste dal marito o dai figli e il più delle volte con parole messele in bocca da questi stessi. Si addormenta qua e là senza accorgersi di cosa i figli ormai grandicelli le combinano sotto gli occhi e non si separa mai dai suoi adorati cagnolini. In un lavoro che ho letto, che cercava di descrivere i caratteri dei personaggi di ‘Mansfiled Park’ qualcuno si era posto seriamente la domanda se Lady Bertram non fosse uno zombie!! E’ lei però che al termine del romanzo in qualche modo e per prima benedice l’unione di Fanny con il suo figliolo, perché in Fanny ripone tutte le speranze di avere un sicuro ed affettuoso bastone per la vecchiaia, perdute invece nei confronti delle due figliole di costumi più frivoli ed audaci. Per riassumere quindi, nella mia personalissima classifica, Lady Bertram è la Lady meno negativa fra quelle qui citate. Riuscita l'interpretazione dell'attriceJemma Redgrave nel film TV del 2007.
Infine a Lady Susan, a cui la Austen ha dedicato un promettente romanzo giovanile in forma epistolare, si può assegnare il palmarès dell’intrigo, della sensualità e dell’assenza totale di qualsiasi forma di affetto materno che mai sia stato rappresentato nei romanzi di zia Jane. Ancora giovane, probabilmente sui 35 anni, vedova non troppo infelice, molto bella e sensuale, calcolatrice nei confronti sia di uomini già sposati e quindi in teoria maturi, sia di giovani ereditieri di belle speranze, viene descritta come una affascinante affabulatrice a caccia di dote per se stessa e per l’ingenua e mal sopportata figliola, Frederica, che confina ora da parenti ora in collegio, pur di non averla in mezzo durante i suoi intrighi. Sembra quasi farcela a sposare il giovane promettente cugino, ma alla fine la Austen la fa soccombere alle sue cattiverie e perversità destinando a lei il partito che originariamente voleva affibiare alla figlia, Mr Martin, e coronando nel sentimento invece l’unione fra la figliola e il cugino ambito dalla stessa Lady Susan.
Quanto a cattiveria e negatività Lady Susan batte tutte le sue colleghe perché, se anche gareggia quasi a pari merito con Lady De Bourgh, a quest’ultima potrebbe essere lasciato il beneficio dell’anzianità da una parte e, dall’altro, del rango effettivo che possiede che la porta ‘naturalmente’ a comportarsi come colei che ‘non può chiedere nulla di più alla vita’.

8 commenti:

*Susycottage* ha detto...

Tu Laura mi fai vedere sempre un lato nuovo delle cose, anche quando penso di averci capito qualcosina....arrivi tu e ridimensioni tutto. Solo cambiando il punto di vista, si vedono le cose in modo diverso
Love Susy x
P.S. no...macchè, non sono ancora partita, se Dio vuole in aprile!!

laura ha detto...

Carissima grazie per il commento ! Comunque per Apriele prepara lo stesso il teletrasporto :-))

Irene Marziali Ragghianti ha detto...

Interessantissimo e originale. Complimenti e grazie mille...come Susy non avevo mai fatto questo collegamento mentale.

Silvia ha detto...

In questi esempi non troppo edificanti di Ladies c'è la rivendicazione tutta austeniana che spesso e volentieri l'essere di nascita privilegiata e nobile non fa rima con l'essere infallibili: il più delle volte la vera saggezza si trova nell'umiltà...
Tutte "tremende" queste Ladies a modo loro, ma è Lady Russel quella che mi dà più da pensare: perché sì lei agisce come agisce per il bene di Anne... ma capita a volte che l'agire in una certa maniera, seppur a fin di bene, può danneggiare la persona verso cui si interviene in favore... tutto questo dovrebbe insegnarci a tenere conto dei reali desideri di chi aiutiamo perché recare danno a qualcuno anche se causato dal desiderio di fare del bene non è una giustificazione valida...

Bel post, complimenti!

;-)

laura ha detto...

@ Irene: grazie Irene!

@ Silvia: verissimo quello che scrivi e non molto diversamente era riuscito a fare anche il nostro Darcy con Bingley anche se poi alla fine si è risolto tutto per il meglio :-))

José María Souza Costa ha detto...


Invito - italiano
Io sono brasiliano.
Dedicato alla lettura di qui, e visitare il suo blog.
ho anche uno, soltanto molto più semplice.
'm vi invita a farmi visita, e, se possibile seguire insieme per loro e con loro. Mi è sempre piaciuto scrivere, esporre e condividere le mie idee con le persone, a prescindere dalla classe sociale, credo religioso, l'orientamento sessuale, o, di Razza.
Per me, ciò che il nostro interesse è lo scambio di idee, e, pensieri.
'm lì nel mio Grullo spazio, in attesa per voi.
E sto già seguendo il tuo blog.
Forza, pace, amicizia e felicità
Per te, un abbraccio dal Brasile.
www.josemariacosta.com

bear's house ha detto...

Ciao Lauretta!
Nuova iscritta!
bellissimo il testo ed originale riflessione.
Ti seguirò con vero piacere!!! Bacione e grazie di cuore per partecipare al mio "goliardico! giochino!!! ;)
Buon w.e. cara amica! ;) NI

laura ha detto...

Grazie carissima NI di essere passata qui! Non vedo l'ora di sapere cos'è l'oggetto misterioso ;-)