martedì 31 dicembre 2013

Ultimo post dell'anno o post dell'Ultimo dell'anno

Oggi è il 31 dicembre e senza voler fare bilanci di quanto è ormai passato o fare buoni e lucidi propositi per quello che verrà, accolgo tutte le novità che il 2014 sicuramente mi riserva con la speranza e la curiosità dell'intraprendere un nuovo viaggio che, se proseguono i cicli precedenti della mia vita, potrebbe interessare almeno una decade. Oggi però voglio concentrarmi su questo giorno particolare dove molti sono intenti a preparare o a prepararsi per la cena che porterà al notturno brindisi che sancirà al contempo la fine e l'inizio di un capitolo di vita.
Sulle piste da sci questa mattina erano in pochi, infatti ne ho trovati moltissimi ammassati davanti al bancone del piccolo 'supermercato' del paese montano ad acquistare tutto ciò che tra questa sera e domani sarà ingurgitabile. Tra ieri ed oggi gli autobus hanno scaricato molti giovani sorridenti con valigioni contenenti maglioni pesanti per il giorno ed abitini adatti a farsi notare al veglione organizzato negli hotel in vista della zona. Su facebook numerosa è la risposta all'invito alla festa dove magari già l'anno scorso ci si era conosciuti o si aveva partecipato con grande divertimento. I 'Ci sarò' o 'mi piace' fioccano come una promessa che coinvolge molte persone indipendentemente dal fatto che si conoscano appena o per nulla. In piazza è tutto pronto per i festeggiamenti notturni a diversi gradi sotto zero, e i fuochi d'artificio illumineranno ancora una volta i profili delle silenziose montagne innevate che assumeranno i colori più straordinari visibili durante l'anno. Poi calerà il silenzio del primissimo mattino del primo giorno del nuovo anno.
Osservando questo e pensando a quello che sarà nelle prossime ore, mi è venuto in mente un racconto di Charles Dickens che descrive i festeggiamenti dell'ultimo dell'anno nella Londra del 1836 e interessanti sono le similitudini che a distanza di quasi due secoli si possono ancora intravvedere. Il racconto si intitola 'L'Anno Nuovo' e Dickens, prima di immedesimarsi nel racconto della festa che si sta svolgendo nella casa dalle persiane verdi di fronte alla sua, da cui osserva il via e vai degli ospiti e della servitù con i rifornimenti, introduce con queste parole:
“..Devono pur esserci alcune circostanze dell'anno vecchio che possiamo rievocare con un sorriso di allegra reminescenza, se non con un sentimento di sincera gratitudine. E ogni norma di giustizia ed equità ci impone di dare credito all'Anno Nuovo di essere buono, finchè non si dimostri indegno della fiducia che gli accordiamo”.
Osservando i preparativi della festa, l'abbigliamento e le acconciature dei primi ospiti in arrivo, Dickens intuisce che la festa che si sta svolgendo è senza alcun dubbio un 'ricevimento con ballo di quadriglia', probabilmente organizzata da un alto funzionario pubblico, che quindi richiamerà persone di altrettanta levatura sociale.
Fra questi vi è un tal Mr Tupple, un giovane azzimato in carriera, che essendo stato invitato per il semplice motivo che lavora nell'ufficio del padrone di casa, si fa accogliere, accettare e gradire da tutti riuscendo sia ad intrattenere le signore con le buone maniere e discorsi vari e superficiali al punto giusto, sia sollevando applausi di riconoscimento del pubblico maschile al padrone di casa ossequiandolo con mille complimenti e più. Questo Mr Tupple è l'emblema dell'invitato mezzo sconosciuto che riesce ad attirare l'attenzione per essere 'l'ospite modello' nell'ambito dei rituali dell'alta società, dove le frasi fatte, gli opportuni elogi al pubblico maschile e le giuste galanterie a quello femminile, nonchè la giusta dose di musica e alcolici rendono lieta anche la festa più scontata. Così conclude la descrizione della festa Dickens:
“..Giovanotti già troppo timidi per ballare prima di cena ora trovano favella e compagna di danza; i musicisti mostrano inequivocabili sintomi di avere, in assenza dei convitati, accolto l'anno nuovo con libagioni; e il ballo si prolunga fino alle ore molto avanzate del mattino dell'anno nuovo.”
E allora nel ripetersi della festa che annuncia i dodici rintocchi solenni che sanciscono l'inizio di un'altra pietra miliare della nostra vita non mi resta che augurare a tutti 

4 commenti:

Patalice ha detto...

...sulla neve io non mi trovo troppo a mio agio, adoro lo sport, ma detesto il freddo...
ciò detto, mille auguri per un nuovo bellissimo anno.
per me nessun proposito ma grande magia!

laura ha detto...

Grazie Patalice un caro augurio allora di super magia!

Francy NeverSayBook ha detto...

Ciao :D Sono una nuova follower :3 Dato che sono capita nel tuo blog solo ora ti faccio gli auguri di buon anno un pò in ritardo :D Scusami!Mi piacciono i blog con un'atmosfera ottocentesca, anche se non amo solo i libri ambientati nell'800 ma la leggo un pò di tutto (o quasi ^^): comunque cercherò di passare nel tuo blog il più spesso possibile :D Se ti interessa anch'io ho un blog -sulla lettura in generale- se ti va di passare per un commento, per iscriverti, per un saluto sarebbe bellissimo :D Se no fa niente :D Continua a gestire questo bel blog
Francy

laura ha detto...

Ciao Francy! Grazie per la visita e senz'altro verrò a trovarti nel tuo blog! e' bello condividere la passione comune sulla lettura in generale ognuno con le sue inclinazioni e i suoi gusti :). Ti auguro un bellissimo anno e a presto!