‘Guardando quest’acqua giovane e sottile del
neonato Danubio mi chiedo se, seguendolo fino al delta, fra popoli e genti
diverse, ci si inoltra in un’arena di scontri sanguinosi o nel coro di
un’umanità nonostante tutto unitaria nella varietà delle sue lingue e delle sue
genti’.
C. Magris , ‘Danubio’ 2006
Chissà se Sissi,
futura Imperatrice d’Austria e Regina d’Ungheria, ha fatto una riflessione
simile a quella di Claudio Magris nella sua opera intitolata ‘Danubio’, quando
il 20 aprile del 1854 ha
abbandonato Monaco definitivamente intraprendendo lungo il Danubio il viaggio
che l’avrebbe portata tre giorni dopo a Vienna per coronare con il matrimonio
l’ingresso nella sua nuova famiglia imperiale.
Conosciamo il
lato favoloso e splendente della vita di questa famosa imperatrice grazie alla
Trilogia di film ‘La principessa Sissi’ con Romy Schneider e l’altrettanto mal di vivere che la stessa ha
provato nella realtà causato dall’insofferenza per una vita fatta di rigide
regole e formalità di personaggio pubblico e di potere che poco le si
attagliava. In due bellissimi post a cui rimando, Silvia del blog ‘Vorrei essere un personaggio austeniano’ racconta le due facce della Principessa,
quella dell’immaginario popolare e quella della vita reale.

Il Danubio nel suo inesorabile scorrere attraverso i secoli è stato testimone delle vite di grandi imperatori e imperatrici, di sanguinose guerre dei paesi dell’ex blocco comunista e del fenomeno della globalizzazione dell’Europa dell’Est che sta modernizzando in modo violento i paesi neo-comunitari, come osserva giustamente il giornalista italiano Paolo Rumiz. Claudio Magris nel suo romanzo ‘Danubio’ coglie da viaggiatore luci, odori e stralci delle molteplici culture che attorno a lui si snodano, che da lui sembrano generarsi fino a perdersi nelle torbide acque del delta del Mar Morto, luogo ancora poco conosciuto e da noi per certi versi ancora temuto.
Osservando il
Danubio nel suo passaggio a Bratislava ho provato in prima battuta un po’ di
soggezione, che ha poi lasciato il posto ad una sensazione di tormentata
inesorabilità unita a grande rispetto.
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