Nell'ambito
della letteratura per ragazze, il romanzo di formazione per eccellenza da sempre riconosciuto tale è la straordinaria saga delle sorelle
March, prodotta dalla scrittrice americana Louise May Alcott
(1832-1888). In realtà l'opera è composta da più volumi,
i primi
due più noti 'Piccole Donne' (Little Women) e 'Piccole donne
crescono' (Good wives), e i successivi, che parlano delle vicende
matrimoniali e professionali di Jo March, la vera eroina della
storia, 'Piccoli Uomini' e 'I ragazzi di Jo'. La Alcott ha senza
dubbio segnato la prima giovinezza di molte di noi e, nonostante si
sia cimentata anche in altri generi letterari, il filone in cui ha
dato il meglio di sé, probabilmente grazie anche al fatto che vi ha
messo molto della sua storia personale, è senza dubbio questo. La
Alcott però vanta una carriera letteraria piuttosto corposa e, come
spesso succede nel caso di questi grandi autori, piccole perle
vengono scoperte ed attribuite postume, come se il destino volesse
consegnare un'aggiunta di eredità per ringraziare e rendere ancora
più viva la memoria di così illustri e geniali antenati. E' il
caso di 'The Inheritance' scritto dalla Alcott nel 1849 ma scoperto e
pubblicato solo nel 1997. Non esiste ancora la versione tradotta in
italiano ma dell'opera se ne possono assaporare le tematiche tanto
care alla Alcott nel film TV della IMDb del 1997, interpretato da un
giovanissimo e notevole Thomas Gregson, più noto come volto di serie
TV come 'Dharma e Greg' e 'Criminal Minds'.
'The Inheritance' parla di
una bellissima orfana, Edith, accolta e cresciuta amorevolmente da
una ricca famiglia di Concord, Massachussets, come dama di compagnia
dell'unica figlia della coppia. La storia racconta del suo non essere
parte né della servitù, per lo stile e l'educazione che ha aveva
avuto modo di acquisire nel suo ruolo, né della società più
esclusiva da cui di fatto veniva tenuta ai margini. L'affetto e la
disponibilità però della famiglia Hamilton presso cui viveva, le
aveva dato la possibilità di esprimere al meglio la sua personalità
dolce ma allo stesso tempo forte e un po' ribelle: vincerà una gara
di corsa a cavallo sotto lo sguardo incredulo e stupito di nobili
uomini, che non ritenevano tali prove 'adatte' al gentil sesso. Il
conflitto fra l'amore per la famiglia che l'aveva accolta e quello
per un giovane che pensava di non poter sposare a causa della
differenza di classe, troverà la giusta soluzione e il meritato
lieto fine. L'accoglienza amorevole del nucleo familiare, la
devozione e l'attaccamento filiale, l'essere ribelle e
anticonformista (rappresentato al meglio poi dall'eroina per eccellenza
Jo March), le dinamiche dovute alle differenze di classe e la
genuinità dei sentimenti, sono tutti temi che la Alcott, alla sola età
di 17 anni, riesce già perfettamente a trasmettere.
E' interessante
notare in questi scritti le differenze con le 'colleghe' più o meno
contemporanee del vecchio continente (come Austen, Bronte o Gaskell):
pur vivendo le stesse problematiche legate ora alla necessità per una giovane donna di trovare un buon partito, ora alle difficoltà
economiche o alle differenze di classe, emerge sempre un lato più
spensierato, una forte centralità del nucleo familiare, sia che esso
sia d'origine o acquisito e, pur nelle difficoltà, un
atteggiamento positivo di guardare al futuro nonostante tutto. Sarà
solo una mia impressione, ma a me lo stile e la scrittura della
Alcott mi hanno sempre trasferito l'idea di come quel sogno americano
avesse pervaso ogni cosa e modo di essere di questi fratelli lontani
da casa, fino a diventarne un tratto distintivo.






