Mr
Edward Rochester , protagonista maschile di ‘Jane Eyre’ creato dalla fervida
immaginazione di Charlotte Brontë, è uno dei personaggi più problematici ed
affascinanti fra i vari ‘principi azzurri’ incontrati nella letteratura
romantica dell’800. In giovane età e controvoglia viene obbligato dal padre a
contrarre un matrimonio combinato con una bella donna di origini Jamaicane, Bertha
Mason, portatrice però di tare ereditarie tali che in breve tempo esploderanno
nella nota follia distruttiva. Rochester però, da vero gentiluomo, preferisce
provare a gestire il problema confinando la poveretta nella soffitta del suo
palazzo signorile con una badante, piuttosto che rinchiuderla in un manicomio.
Nel frattempo però, distrutto dal dolore, comincia una vita dissoluta e
vagabonda che lo porta a varcare le soglie dell’inferno, come lui stesso
definirà poi in più tarda età il periodo più nero della sua vita. Si innamora
quindi di una giovane francese dai dubbi costumi, che lo usa però per godere
del suo patrimonio e che gli lascia anche in affido la piccola creatura di cui
rimane incinta ma di cui Rochester non sembra esserne il padre. Anche se un po’ malamente, si occupa dunque
oltre che della moglie pazza anche di Adéle, la bambina divenuta sua protetta.
Ancor più disperato e deluso da tutte le circostanze negative che la vita gli
ha riservato, si abbandona ai vizi e si corazza dietro un carattere burbero e
misantropo che diversi anni più tardi verrà scalfito solo dalla luce che
finalmente riuscirà a riportargli la giovanissima istitutrice di Adéle, Jane
Eyre. Innamoratosi profondamente di
lei, dovrà però fare ancora un po’ di
strada per redimersi del tutto dalle brutture acquisite negli anni bui,
passando attraverso molte bugie, un tentativo sventato all’ultimo di poligamia,
ripetuti tentativi di omicidio nei suoi confronti da parte della moglie sì
pazza ma anche gelosa e una cecità quasi totale, conseguenza dell’incendio
appiccato dalla stessa Bertha, grazie al quale lei uscirà di scena.
Nonostante
tutto però Jane Eyre, e anche tutte le lettrici appassionate del romanzo, non
sono riuscite a fare a meno di innamorarsi di questo uomo non giovane, non
bello, robusto e con gli arti un po’ tozzi, scontroso e, apparentemente con
un’unica nota positiva, ovvero un bel patrimonio. Sono infatti la forza e la fragilità,
contrapposte ma unite nello stesso affascinante personaggio, che lo rendono
irresistibile e che scatenano nell’eroina del romanzo l’attrazione fatale che
la riporterà a lui dopo aver cercato invano di sfuggirgli.
Dei
tre attori che hanno personificato Mr. Rochester nei due più famosi film
intitolati ‘Jane Eyre’(del 1996 il primo e del 2011 il secondo) e in una
miniserie della BBC del 2006, vorrei descrivere le diverse caratteristiche che ciascuno
di loro ha messo in evidenza, senza mai snaturare il personaggio e, a mio
avviso, completandolo in tutta la sua bellezza romantica.
William Hurt, nel film di Franco Zeffirelli del 1992 con la
bravissima e fisicamente più rappresentativa Charlotte Gainsbourg nella
controparte di Jane Eyre, è il Rochester che meglio rappresenta l’età matura
del protagonista, la sua sconsolatezza ed irriducibilità dell’ingiusto passato,
attraverso il malinconico sguardo con cui osserva ogni cosa. Bellissima
interpretazione, per me la più romantica.
Toby Stephens, nella miniserie della BBC del 2006 è un Rochester
molto convincente, passionale, piuttosto aderente al romanzo, un po’ più della
Jane Eyre interpretata da Ruth Wilson. Gli unici aspetti che forse si
allontanano un po’ dal personaggio originale, ma che contemporaneamente
esaltano l’immaginario dell’innamorato perfetto, sono la eccessiva bellezza del protagonista, tutt’altro che
banale, e la scarsa differenza di età che si percepisce fra Edward e Jane.
Infine
Michael Fassbender nel recente ‘Jane
Eyre’ del 2011, che dire di lui? Il mio preferito in assoluto, non troppo bello
ma il più passionale, carnale, mascalzone e sexy Rochester che si sia mai visto
nello schermo.
Fa
venire i brividi il richiamo ‘Janeeee..’ nella brughiera solitaria che la
protagonista sente come irresistibile richiamo-allucinazione del suo amato, che
la porta a ricongiungersi a lui ormai del tutto redento.
In
un’intervista di Fassbender, l’attore dice che per interpretare questo richiamo
nella mente della sua amata, ha preso spunto da Laurence Oliver che ha interpretato
Heathcliff nel film ‘Cime tempestose’ del 1939.. e non a caso aggiungerei.
Quindi
diverse sono le sfumature date alle interpretazioni da questi bravi attori, ma
sempre unico resta il magnifico Mr. Edward Rochester.







